Le Cascate delle Marmore

Le Cascate delle Marmore sono le cascate più importanti d’Italia. Il fiume Velino, in prossimità del borgo di Marmore si getta nella Gola del Nera, originando questa meraviglia della natura. Le acque vengono impiegate per la produzione di energia idroelettrica. Le Cascate delle Marmore si trovano all’interno del Parco Fluviale del Nera. Una delle caratteristiche più belle di questo luogo è sicuramente rappresentata dalle sue grotte, formatesi naturalmente nel travertino grazie alla forza dell’acqua. Le Cascate sono immerse in un meraviglioso bosco di macchia mediterranea, habitat ideale di numerose specie animali. Ciò che caratterizza principalmente questo luogo è la sua straordinaria biodiversità, tanto da essere riconosciuto come Zona di Protezione Speciale e Sito di Interesse Comunitario, qui vivono numerose specie di uccelli rari o unici in tutta Italia come la Ballerina Gialla, il Merlo Acquaiolo, la Rondine Montana, il Passero Solitario, il Martin Pescatore, la Ballerina Bianca, il Germano reale, l’Usignolo e la Gallinella d’Acqua.

Dove si trovano le Cascate delle Marmore

Le Cascate delle Marmore si trovano in prossimità della piccola frazione di Marmore, nel comune di Terni, nel cuore della Valnerina, ai piedi dei Monti Sibillini nel sud-est dell’Umbria.
Si trovano all’interno del Parco Fluviale del Nera, una riserva naturale protetta di oltre 2000 ettari di terreno, collocato tra i comuni di Terni, Arrone, Montefranco e Ferentillo, all’interno della Valnerina, comprende i corsi dei fiumi Nera e Velino.

Come arrivare alle Cascate delle Marmore

In auto :

Prendere l’Autostrada A1 Milano-Napoli ed uscire al casello di Orte, percorrere il raccordo autostradale Orte-Terni e prendere l’uscita Terni Est e proseguire seguendo le indicazioni per raggiungere la Valnerina.
Oppure
Autostrada A14 Bologna-Taranto, poi proseguire sulla Superstrada E45 Cesena-Orte, prendere l’uscita Terni Est e proseguire seguendo le indicazioni per la Valnerina.

Una volta Arrivati a Terni poi si può scegliere di proseguire seguendo due itinerari :
1.accesso dal Belvedere Inferiore e proseguire seguendo le indicazioni per la S.S. 209 Valnerina e continuare seguendo le indicazioni per Visso-Norcia-Cascia, proseguire per altri 7 km fino a raggiungere la biglietteria
2. accesso dal Belvedere Superiore e proseguire seguendo le indicazioni per la S.S.79 verso Rieti, proseguire per circa 10 chilometri, raggiungere il borgo di Marmore e poi la biglietteria del parco

Se invece si proviene dall’Autostrada A24 Roma-L’Aquila-Teramo è consigliata l’uscia al casello Valle del Salto e proseguire le indicazioni per Rieti, immettersi nella Superstrada per Terni seguendo le indicazioni per Marmore fino a raggiungere la biglietteria del parco presso il Belvedere Superiore

In Treno :

La stazione di riferimento è quella ri Rieti, servita dalla linea Roma-Ancona. Dalla stazione di Terni è necessario proseguire in autobus (Umbria Mobilità) o in taxi e in circa 10 minuti si raggiunge la biglietteria.

In aereo : 

Gli aeroporti principali sono quelli di Fiumicino e di Perugia (Sant’Egidio)

Attività

E’ possibile visitare le Cascate delle Marmore attraverso numerosi sentieri intorno alla cascata.

Sentiero 1

800 metri circa – difficoltà media – dislivello 150 metri
Sentiero naturalistico che può essere percorso sia dal Belvedere Superiore verso il Belvedere Inferiore che viceversa. E’ uno dei principali sentieri per visitare la cascata, un tempo utilizzato anche dalla gente del posto come collegamento per il borgo di Marmore. Si tratta di un sentiero storico, utilizzato sin dalla fine del XVIII secolo. Conduce al Balcone degli Innamorati, una meravigliosa terrazza panoramica che affaccia direttamente sulla cascata.

Sentiero 2

300 metri circa – difficoltà facile – dislivello 40 metri
E’ un circuito ad anello, adatto anche ai bambini, e circonda la cascata e tocca una delle 300 grotte che vi sorgono attorno. Il sentiero permette di avvicinarsi alla cascata nel tratto relativo al secondo salto.

Sentiero 3

150 metri circa – difficoltà facile – dislivello 15 metri
Questo sentiero offre una interessante vista sulla confluenza dei fiumi Velino e Nera e sui canyon nella roccia. Offre anche una emozionante vista sulle discese effettuate in canoa e rafting sulle rapide. Particolarmente adatto ai bambini in quanto comprende anche parte del percorso “FantaPasseggiata” che ripercorre le tracce del folletto Gnefro.

Sentiero 4

500 metri di lunghezza – difficoltà medio/facile – dislivello 90 metri
Questo sentiero prende il nome di Pennarossa ed è il percorso più bello da fare alla cascata. Offre infatti scorci perfetti per ammirare e fotografare la cascata, potendo ammirare, in un solo sguardo, i tre salti della cascata tutti insieme.

Sentiero 5

1 km circa – difficoltà facile – pianeggiante
Sentiero che offre una meravigliosa vista sul Parco Fluviale del Nera. Di recente realizzazione, il percorso si sviluppa su un’area pianeggiante, costeggia la rupe di Marmore ed offre una bellissima vista sulla Conca Ternana, sulla valle del fiume Nera e sulle Gole del Ferentillo, oltre ai piccoli borghi medievali dei dintorni. Degni di nota, gli 11 pozzi artificiali, uno dei quali, grazie alla copertura in vetro, permette di scorgere l’impressionante profondità alla quale sono stati scavati. Alla fine del sentiero si possono ammirare il secondo ed il terzo salto della cascata.

Sentiero 6

1 km circa – difficoltà alta – dislivello 160 metri
Percorso impegnativo che collega il Belvedere Inferiore al Belvedere Superiore, il sentiero è a tratti sconnesso e scivooso, perciò è consigliabile ad escursionisti esperti.

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Durata del tour : una intera giornata

Storia

Il corso del fiume Velino, sin dalla notte dei tempi, scorre dall’altopiano di Rieti fino a valle dove incontra i caratteristici massicci calcarei. A valle il fiume non trovava un adeguato letto nel quale scorrere e questa specifica configurazione geologica determinò la nascita di una palude stagnante, che veniva identificata con il nome di Lacus Velinus. Fu nel 271 a.C. che il console romano Manio Curio Dentato ordinò la costruzione di un canale – il Cavo Curiano – con lo scopo di far defluire le acque dalla palude (pericolosa per la salubrità del luogo) attraverso la cascata naturale e poi da lì farla arrivare al fiume Nera.
La soluzione attuata dal console romano però, se da un lato risolveva il problema degli acquitrini stagnanti, ne creava un altro : in caso di piena del fiume Velino l’acqua che arrivava al fiume Nera minaccava di allagare la città di Terni. La questione era così importante che nel 54 a.C. venne portata a conoscenza del Senato Romano, da un lato Rieti rappresentata da Cicerone, dall’altra Terni rappresentata da Quinto Ortensio Ortalo, la causa rimase però irrisolta per diversi secoli. Successivamente alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente il canale non fu più sottoposto a manutenzione e di conseguenza tornò nuovamente il problema dell’impaludamento della valle, fu solo nel 1442 che venne costruito un nuovo canale – il Cavo Reatino o Cavo Gregoriano -. Nel 1545 Antonio da Sangallo il Giovane venne incaricato da Papa Paolo III di costruire un altro canale – la Cava Paolina – che però risolse il problema per soli 50 anni. Fu quindi necessario rivedere il progetto e si decise di ampliare il canale e di costruire il Ponte Regolatore, una specie di valvola per regolare il flusso delle acque, il progetto fu commissionato da Papa Clemente VIII e fu realizzato da Giovanni Fontana, venne inaugurato nel 1598 con il nome di Cava Clementina. Anche questa nuova opera però non ebbe grande successo, per i successivi due secoli infatti l’imponente flusso delle acque causò allagamenti del fiume Nera nelle campagne vicine e fu così che Papa Pio IV nel 1787 incaricò l’architetto Andrea Vici e fu lui che creò gli sbalzi sulla cascata, dandole l’aspetto attuale e risolvendo gran parte dei problemi causati dall’intenso deflusso dell’acqua.
Alla fine del 1800 si iniziò ad utilizzare le acque della cascata per la loro forza motrice e nel 1896 vennero utilizzate per alimentare i macchinari delle Acciaierie di Terni. Nei decenni successivi, l’acqua venne impiegata per la produzione di energia elettrica.

Curiosità

Lo Gnefro, una sorta di folletto che secondo la tradizione vivrebbe nei pressi della cascata, è custode di un’antica leggenda riguardante la nascita delle cascate… Narra lo Gnefro infatti che la ninfa Nera e il pastore Velino fossero innamorati ma il loro amore infrangeva le regole divine : Nera era infatti una creatura fatata e Velino un semplice umano. La dea Giunone per punizione trasformò Nera in un fiume, il giovane Velino, sconvolto dall’accaduto e pensando che la sua amata stesse annegando, si gettò dalla rupe di Marmore nel tentativo di salvarla. Per evitare la sua morte, Giove trasformò il giovane in acqua, permettendogli di salvarsi e di riunirsi alla sua amata Nera, liberi per l’eternità.